BARI – 5 aprile 2025 – “Nella guerra dei dazi non ci sono vincitori. La nuova politica commerciale degli USA avrà impatti rilevanti sul nostro sistema economico e pertanto è bene attrezzarsi per minimizzare l’impatto di quello che per l’Europa rischia di essere un vero e proprio terremoto economico”.È il commento del Presidente di Confartigianato Imprese Puglia Francesco Sgherza in merito alla decisione dell’amministrazione Trump di prevedere dazi salati per chi esporta negli Stati Uniti, UE inclusa.
Confartigianato calcola che, a livello nazionale, le nuove tariffe USA potrebbero far calare di oltre 11 miliardi le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti che oggi valgono 64,8 miliardi di euro. Se è vero che ad essere colpiti in maniera più dura saranno territori come la Lombardia, il Veneto, l’Emilia e la Toscana, in ragione della propria quota di export e della natura delle proprie produzioni (in massima parte agroalimentare e automotive), anche la nostra regione rischia di non rimanere indenne.
La Puglia infatti esporta beni verso gli Stati Uniti d’America per un valore complessivo annuo di 928,7 milioni di euro. Ne importa per un valore complessivo di 732,9 milioni. Il saldo è positivo per 195,8 milioni.
I beni più colpiti sono i macchinari e gli apparecchi (valore esportato per 349,3 milioni), i mezzi di trasporto (182 milioni), i generi alimentari e i vini (152,3 milioni) nonché gli altri prodotti manifatturieri (113,7 milioni)[1].
Il rischio principale è l’innesco di un effetto domino lungo le filiere perché le imprese esportatrici tenderanno a tagliare gli approvvigionamenti dai propri fornitori e a trasferire l’impatto dei dazi lungo la catena di fornitura. L’aumento dei prezzi per compensare le nuove tariffe potrebbe indurre l’acquirente finale a ridurne o azzerarne le quantità.
Le imprese possono reagire trasferendo a loro volta i maggiori prezzi ai propri clienti, tagliando i margini e diminuendo la produzione. Maggiori prezzi e minori margini, a loro volta, abbassano la competitività estera delle imprese stesse, penalizzando le esportazioni.
Per Sgherza“al netto dei dazi in sé, quello che mette le imprese in condizione di maggiore difficoltà è l’instabilità operativa: speriamo che i negoziati europei consentano di calmierare le tariffe ma nulla ci assicura che, così come sono stati imposti, i dazi non vengano ulteriormente innalzati senza preavviso. Per questo è fondamentale mettere in sicurezza la nostra economia. È essenzialeinvestire sui punti di forza delle produzioni del Made in Italy e del Made in Puglia, che sono la qualità e l’unicità a livello internazionale. Allo stesso tempo – continua – è necessario spingere in maniera decisa tanto a livello nazionale che regionale sull’apertura a nuovi mercati. Le vendite all’estero delle PMI italiane e pugliesi stanno crescendo in Paesi meno convenzionali ma sempre più interessati ai nostri prodotti. In sette aree extra-comunitarie, tra cui spiccano Turchia, America Latina, Emirati Arabi Uniti, ASEAN, Nord Africa, Africa Subsahariana e Arabia Saudita si registrano nel 2024 grandi passi in avanti per le nostre esportazioni. Non bisogna infine sottovalutare il potenziale del “Mercosur”, ancora largamente inesplorato”.
[1] Elaborazioni Centro Studi Confartigianato Puglia su dati ISTAT.